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Tecnologie: rischio “autismo digitale” per i ragazzi

2 Agosto 2007 | Innovazione

In Italia un adolescente su cinque soffre di disturbi del comportamento legati all’uso di cellulari, internet e altre nuove tecnologie. E’ la sconcertante rivelazione di una ricerca promossa dal Centro Nazionale delle Ricerche. Secondo i dati, elaborati dal professor Daniele La Barbera dell’Università di Palermo su un campione di oltre 2.200 studenti delle scuole superiori (e pubblicati su Focus .it, periodico dell’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa Iit-Cnr), viene identificata con chiarezza una forma di disagio che, “in assenza di contromisure, rischia di innescare forme di dipendenza assimilabili al gioco d’azzardo”, dicono i ricercatori. Il 22% dei giovani oggetto dell’indagine ha manifestato un atteggiamento eccessivamente “immersivo”, trascorrendo troppe ore al computer o mostrando forme di attaccamento quasi maniacali nei riguardi dei gadget tecnologici. Lo psichiatra Vittorino Andreoli approfondisce l’aspetto dell’impatto di cellulari e Internet sui giovanissimi quando vengono affidati senza alcun processo educativo. Secondo Andreoli, “il cellulare, lo schermo aperto sul mondo virtuale sono protesi che non servono a muovere i muscoli, ma la mente: si può parlare di protesi di sostituzione di regole di comportamento la cui introduzione avrebbe imposto una precisa rieducazione degli adolescenti” Secondo lo psichiatra, la fruizione eccessiva di Internet “è contraria alla socialità intesa come relazione (in Rete non si va in due, si sta bene da soli)” e conduce “a una forma di autismo digitale dove alle persone si sostituisce la loro immagine virtuale”

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