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Premio Pulitzer anche per le testate online

9 Dicembre 2008 | Innovazione

Mentre la carta stampa brucia tra le fiamme della crisi economica, gli organizzatori del premio Pulitzer, il riconoscimento più prestigioso del giornalismo americano amministrato dalla Columbia University di New York, hanno deciso che dal prossimo anno i titoli saranno assegnabili anche ai media che pubblicano il loro lavoro solo su internet. Il consiglio ha deciso, come specificato sul sito di riferimento, che le testate online potranno concorrere in tutte le 14 categorie previste per il settore giornalismo e che, come tradizione vuole, possono partecipare tutti i giornali e le agenzie di stampa statunitensi attivi durante la settimana precedente all’assegnazione. Confermata l’esclusione dei magazine e delle emittenti televisive. ” E’ un passo importante che riflette i continui cambiamento dell’informazione Usa e la nostra propensione ad adattarci alla crescita del giornalismo online “, ha affermato Sig Gissler, amministratore premio. ” Le nuove regole ampliano il raggio d’azione del Pulitzer e riconoscono il ruolo di internet “. I premi vanno assegnati annualmente (tradizionalmente nel mese di aprile) a coloro che si sono distinti particolarmente in una delle 21 categorie considerate. Il riconoscimento premia non solo il lavoro di giornalisti e fotoreporter distintisi in vari settori dell’informazione e nella documentazione audiovisiva dei principali avvenimenti dell’anno, ma anche autori di testi di narrativa e non, storici, drammaturghi e compositori. In venti di queste categorie ogni vincitore riceve un certificato e una ricompensa in contanti di 10.000 dollari . Il vincitore nella categoria di pubblico servizio nel giornalismo riceve una medaglia d’oro, che va sempre al giornale, anche se il giornalista può essere nominato nella citazione. Assegnato per la prima volta nel 1917, venne istituito dal giornalista Ungherese-Americano e magnate della stampa statunitense Joseph Pulitzer (1847-1911) che, alla sua morte, lasciò i soldi alla Columbia University. Una parte del suo lascito è stata usata per la Scuola di giornalismo dell’università nel 1912.  

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