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Wifi, miraggio italiano: proposta bipartisan

27 Novembre 2009 | Innovazione

Una petizione a favore del Wifi italiano, finora soffocato da regolamenti stretti e ormai desueti che ne bloccano lo sviluppo, è stata promossa da esponenti della maggioranza e dell’opposizione, uniti dall’idea di rendere effettivamente accessibile la rete internet nei luoghi pubblici. “ In nessun Paese occidentale, neppure dove sono più rigorose le misure contro il terrorismo, è prevista una normativa tanto restringente in materia di identificazione di chi accede a internet da postazioni pubbliche. Costringere chi vuole accedere a internet a sottoporsi alla procedura oggi prevista è un enorme disincentivo all’utilizzo della rete. La legge va cambiata, anche perché la crescita economica, sociale e culturale dell’Italia non può prescindere da una piena diffusione delle moderne tecnologie di comunicazion e”. Queste le parole del deputato Pdl Roberto Cassinelli , che ha proposto una rivoluzione della legge Pisanu (approvata nel 2005 sull’onta della lotta ad Al Qaeda e derivati) sulla regolamentazione dell’accesso alla rete in Italia. Se si obbliga il fornitore della connessione web a identificare con la carta d’identità chiunque usi la sua linea (con la registrazione di dati che, in caso di necessità, saranno poi forniti alla magistratura), di fatto si uccide il Wifi , che invece è il fulcro per la definitiva affermazione di internet nel nostro Paese. La proposta a favore della connessione pubblica senza fili nasce da una necessità comune , bipartisan, ed è stata firmata dai deputati Michele Scandroglio (PdL), Antonio Palmieri (PdL), Roberto Cassinelli (PdL),  Paola Concia (PD) e Vinicio Peluffo (PD). L’intenzione dei firmatari è quella di incentivare l’utilizzo di punti di accesso pubblici e senza fili a internet, come già accade senza particolari problemi in molti paesi europei. La nuova proposta di legge, per venire incontro alle esigenza di sicurezzo dello Stato prevede (come ipotesi da vagliare in sede di discussione) quella di sfruttare il riconoscimento della propria sim telefonica. Ma il nodo è ancora tutto da sbrogliare. Libero web in libero Stato? Forse, ma non ancora.

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