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Stabilite tariffe Tlc all’ingrosso. Tutti scontenti

11 Novembre 2010 | Innovazione

  L’authority per le telecomunicazioni ha varato il listino per il traffico dati acquistato all’ingrosso, l’unbundling. Le prime reazioni sono di insoddisfazione sia da parte di Telecom sia da parte dei concorrenti che queste tariffe a Telecom dovranno pagare.   La decisione presa oggi ridefinisce le tariffe per i prossimi due ann i e modifica il provvedimento provvisorio adottato a settembre che prevedeva un canone mensile pari a 8,70 euro per il 2010, a 9,14 nel 2011 e a 9,48 nel 2012. Contro questo listino che adottava aumenti comunque inferiori alla proposta originaria, si erano da subito scagliati gli operatori alternativi, denunciando il rischio di rincari nei prezzi alla clientela finale e affermando che la manovra tariffaria avrebbe pesato per 1,1 miliardi di euro complessivi. Una cifra non condivisa dall’Agcom che aveva invece quantificato un aggravio di 70 milioni.   L’Autorità ha dovuto rettificare in seguito alla presa di posizione di Bruxelles che ha promosso il metodo di calcolo invitando però a una rimodulazione in relazione ad alcune voci specifiche. Il Consiglio di oggi ha quindi adottato la decisione finale, che lascia invariato il canone di 8,70 euro per il 2010, ma rivede al ribasso gli aumenti del 2011 (9,02 euro) e del 2012 (9,28 euro), legandoli però a verifiche sulla qualita’ della rete.   Secondo il presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò , l’Italia si allinea così  ”alle best practices vigenti nella gran parte dei Paesi europei” , ma gli operatori non sono della stessa opinione. L’ad di Telecom, Franco Bernabe’, che svela anche qualche retroscena sui tentativi respinti di convincerlo avendere la rete, si dice ”molto sorpreso” di una decisione che, a suo parere, va ”al di la delle osservazioni della commissione europea”. ”Rammarico” esprimono invece Fastweb, Vodafone, Wind e Tiscali, secondo cui ”la decisione ignora del tutto gli elementi forniti dagli operatori alternativi, favorisce l’operatore dominante sul mercato, rafforzandone ulteriormente la dominanza”. Per questo ”si riservano di avviare le opportune azioni nelle sedi competenti, conosciute le motivazioni del provvedimento adottato”.  

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