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Murdoch “umiliato”, il magnate vacilla

20 Luglio 2011 | Innovazione

Fine dell’attesa. Rupert e James Murdoch hanno riferito ieri al Parlamento di Londra impressioni e punti di vista sullo scandalo intercettazioni che ha colpito News Corporation, colosso editoriale di proprietà della famiglia. A iniziare la deposizione è stato il figlio James, che ha chiesto scusa per i metodi illegali usati dai suoi giornali, garantendo risarcimenti alle persone danneggiate. Pochi minuti e la parola passa al padre Rupert , che interrompe il suo pupillo per affermare: “Questo è il momento più umiliante della mia vita” Il magnate è in difficoltà, dimostra tutti i suoi ottant’anni, ma non ha perso l’arroganza dei bei tempi: “Non ho mai pensato di dimettermi. Io sono la persona più indicata per fare pulizia” , ha detto sostenendo di essere stato tradito dai suoi collaboratori e di aver sempre rispettato le regole e pensato al bene dell’azienda. Non deve averla pensata così l’aggressore che ha provato a colpirlo con una torta, causando l’interruzione della deposizione. Dopo i Murdoch, la commissione ha sentito Rebekah Brooks , uno dei protagonisti della vicenda.  “Abbiamo scoperto quello che succedeva solo alla fine del 2010 – ha detto L’ex Ceo della società, dichiarandosi estranea ai fatti -. Credo che allora abbiamo agito rapidamente e siamo stati noi a informare la polizia a inizio 2011 e a mettere in moto l’indagine” . Brooks ha poi accusato gli altri tabloid di adottare le stesse tecniche illegali per ottenere notizie riservate. Al centro dell’interrogazione anche i rapporti tra News Corp. e la politica britannica : “Con Cameron abbiamo parlato solo di politica – ha spiegato Rupert Murdoch -. Anche con Brown (il precedente premier laburista, ndr) sono entrato dalla porta di servizio” . Tutto chiaro, tutto alla luce del sole, stando a quanto dicono i diretti interessati. Le indagini però proseguono e cercano di districarsi negli intrecci tra direttori a caccia di scoop, detective privati assoldati per violare la privacy di dozzine di persone, ufficiali di polizia compiacenti e politici un po’ troppo in sintonia con il gran mogol dell’editoria mondiale. “Parte dei media ha commesso terribili atti illegali, la polizia deve rispondere a domande serie su forme di potenziale corruzione e i politici sono stati troppo vicini agli editori di giornali” ha detto ieri David Cameron , cercando di mostrare equilibrio e sicurezza in un momento difficile. Ma il Labour ne chiede le dimissioni per l’assunzione incauta di Andy Caulson, ex direttore di News of the World coinvolto nell’inchiesta. I bookmakers inglesi hanno tagliato a 4.00 la quota sulle sue possibili dimissioni. E gli scommettitori, in Gran Bretagna, sono molto più affidabili (e temibili) del meteo.

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