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Autorità nazionali Tlc contro il piano europeo

18 Febbraio 2007 | Innovazione

Tensione tra la commissaria europea Vivian Reding e le autorità nazionali delle telecomunicazioni dei paesi membri. Il piano della Reding prevede l’istituzione di un’Authority paneuropea di controllo e vigilanza del settore. Riuniti nella capitale belga – dove ha sede l’European Regulators Group (Erg), cui aderisce l’italiana Agcom – i rappresentanti dei Regolatori nazionali dei 27 Stati membri dell’Ue si sono mostrati più che mai freddi di fronte alla proposta della commissaria olandese. La Reding, intervenendo nel corso dei lavori, ha ribadito la propria intenzione di presentare entro il prossimo mese di luglio un progetto di riforma che rivedra’ a fondo le regole che governano il settore delle tlc. Tra le proposte principali spicca quella di mettere in piedi un’Authority unica europea che dovra’ vigilare sull’attuazione negli Stati membri delle norme comunitarie. Una delle maggiori preoccupazioni di Bruxelles – ha infatti sottolineato la commissaria Ue – e’ proprio quella di assicurare che le regole comunitarie sulle tlc ”siano attuate uniformemente e nello stesso modo” in tutti i Paesi dell’Ue, eliminando le attuali differenze tra Stato e Stato che – ha aggiunto Reding – colpiscono e danneggiano sia le imprese che i consumatori. Ma le Authority nazionali – preoccupate di veder sminuito il proprio ruolo – frenano. Non sono affatto convinte che questo sia l’approccio giusto. Meglio – ha spiegato uno dei portavoce dell’Erg – rafforzare il ruolo dell’associazione europea dei Regolatori, che essendo direttamente rappresentata dalle singole Authority nazionali puo’ piu’ efficacemente lavorare a un’applicazione uniforme delle regole Ue. Dunque, per l’Erg, dare vita a un’istituzione paneuropea, al momento, ”non e’ affatto necessario” e non dovrebbe rientrare nelle priorita’ di Bruxelles. La Commissione, piuttosto, ”dovrebbe continuare a perseguire i propri obiettivi all’interno dell’attuale quadro di regole”

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