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Cellulari: nessun accordo dell’Ue sul roaming

2 Maggio 2007 | Innovazione

Le istituzioni dell’Unione europea non sono riuscite a raggiungere un accordo sulle procedure per regolare i costi per i servizi di roaming internazionale nella telefonia mobile. Lo ha detto l’austriaco Paul Ruebig, membro del Parlamento europeo vicino alla vicenda. Il voto al Parlamento sulla regolamentazione dei costi per effettuare e ricevere telefonate all’estero, previsto per la prossima settimana, rischia adesso di slittare a quella del 21 maggio. Già settimana scorsa i ministri Ue della competitività – riuniti a Wuerzburg, in Germania – non hanno trovato il compromesso che dovrebbe dare il via libera a un taglio delle chiamate effettuate col cellulare da chi viaggia all’estero. “Mi sembra che i 27 governi europei non riusciranno trovare rapidamente un accordo su una tariffa comune ridotta come chiesto dal Parlamento europeo”, ha detto al termine della riunione il presidente di turno del consiglio, il tedesco Michael Glos. Ricordiamo che la proposta di Bruxelles del commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding prevede una riduzione del 70% delle tariffe di roaming e nelle intenzioni della Commissione dovrebbe diventare operativa già dal prossimo mese di luglio. Al momento di lavora sulla base di un testo di compromesso elaborato dalla presidenza di turno tedesca, che prevede un prezzo tra i 30 e i 60 centesimi al minuto, contro le attuali tariffe che possono arrivare fino a tre euro al minuto.   

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