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Finanziamenti all’editoria, Pd: nessun rinvio, porre subito rimedio

9 Dicembre 2009 | Innovazione

“Nella relazione di minoranza alla finanziaria, il Pd chiederà al governo di porre subito rimedio alla questione dell’editoria senza rinvi i a prossimi provvedimenti. Ci sono le condizioni istituzionali per farlo e dopo le dichiarazioni di oggi del ministro Tremonti, se c’è buona fede, non c’è motivo di rinviare” . Così il capogruppo del Pd in Commissione Bilancio, Pierpaolo Baretta ha commentato il dibattito odierno.     ————————————————   Non c’è rigore in questa manovra finanziaria che taglia le gambe a giornali importanti come l’Unità, Europa, La Padania, Il Secolo d’Italia e non è così che razionalizzano i contributi a pioggia fin qui elargiti dal governo a favore di falsi giornali e false cooperative. Razionalizzazione che sono anni che noi giornalisti chiediamo” . Questa la reazione di Roberto Natale , presidente della Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi), ai tagli governativi che Tremonti aveva già anticipato di voler rivedere.    “Fa molto piacere – ha proseguito Natale – prendere atto che il ministro Tremonti abbia scoperto di non essere d’accordo con quello che aveva deciso. tuttavia, non accetteremo il metodo della liste dei ‘buoni’ e dei ‘cattivi’ calata dall’alto”.   ————————————————  Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha assicurato che, entro i primi giorni del mese di gennaio del 2010, saranno approvate nuove norme che ripristineranno il diritto ai fondi pubblici per l’editoria per le testate che ne avranno i requisiti.  Tremonti dunque, in accordo con Fini e vari direttori, ha stabilito la n ecessità di preservare testate politiche e culturali di una certa rilevanza. La presa di posizione del Tesoro è la risposta al provvedimento della Finanziaria che ha disposto l’equiparazione tra giornali di partito e quotidiani nazionali, mettendo le basi per il taglio dei contributi diretti, misura che mette in pericolo testate come L’Unità, Il Manifesto, Il Secolo d’Italia e Liberazione.   Sulla spinosa questione si è espressa anche l’Italia dei Valori, “l’Italia dei valori è sempre stata contraria al finanziamento all’editoria di partito, così come previsto dalla normativa vigente, ma riteniamo che, almeno, finché la legge c’è, sia un dovere che vada garantito ” ha affermato Antonio Borghesi, vicepresidente del  gruppo Italia del Valori alla Camera. “ Quello che noi chiediamo è rivedere la legge subito e che si destinino i contributi in base alle copie oggettivamente vendute in edicola ” ha aggiunto il vicepresidente.

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