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Futur3, wifi tra imprenditoria e territorio: intervista a Massimiliano Mazzarella

21 Febbraio 2011 | Innovazione

Il wifi, libero dalle restrizioni burocratiche della legge Pisanu , comincia una lenta espansione anche in Italia, tra reti pubbliche, semi-pubbliche ed esperimenti privati che lanciano modelli di business innovativi. A quest’ultima categoria di reti appartiene Futur3 , progetto nato in Trentino tre anni or sono e oggi diffuso in tutta la regione. “Abbiamo cominciato nel 2008 con 3 milioni di euro d’investimenti. Oggi abbiamo 1.300 access point, 60mila iscritti e 3.500 utenti attivi quotidianamente sulla nostra rete” , dice Massimiliano Mazzarella, amministratore delegato della società, nei giorni in cui Futur3 sbarca a Sanremo e rilancia quindi la sua espansione e il suo modello sociale. 
 “Sanremo ben rappresenta la prima fase del nostro modello di business – continua Mazzarella -. Abbiamo pensato il nostro prodotto ( Luna Access ) come esportabile ovunque: si è presentato un potenziale rivenditore interessato al progetto e ci ha chiesto una collaborazione. Da lì è nato il tutto. L’intenzione di Futur3 è quella di attecchire tra gli enti pubblici cittadini e poi tra gli esercizi commerciali . Qualunque commerciante può aderire alla rete, pagando l’acquisto del materiale hardware e un canone. In questa prima fase, il canone pagato dai commercianti ci consente di coprire i costi ed espanderci sul territorio. Quando avremo raggiunto una diffusione nazionale e una buona base d’utenza, entrerà massicciamente in gioco la pubblicità” .
   Il modello di Futur3 si basa infatti sullo sfruttamento del wifi come vero e proprio strumento commerciale , come veicolo per la visibilità delle aziende e dei commercianti e come possibile rete d’incontro tra attività commerciali e potenziali clienti. “Nella nostra rete, l’utente è parte di una intranet. Proponiamo pubblicità e informazioni utili geolocalizzate , profilate secondo i dati raccolti al momento dell’iscrizione e secondo gli incroci con le pagine Facebook degli utenti, che presto verranno integrate nel network. Secondo le ultime indagini, i nostri utenti sono ben disposti verso la pubblicità mirata che ricevono, consapevoli che questo garantisce loro la gratuità della connessione wifi” . Tramite l’integrazione di Facebook, che si compirà nel mese di marzo, Luna Access offrirà ai clienti (bar, biblioteche, enti comunali, locali pubblici, uffici postali) un patrimonio ricco di informazioni sull’utenza cui sarà indirizzata la pubblicità, riproponendo nuovamente la rete senza fili come strumento commerciale.
   “Stiamo lavorando anche ad applicazioni per i diversi sistemi operativi che permetteranno agli smartphone Android, Synbian e Blackberry degli utenti di connettersi automaticamente alla nostra rete, non appena il telefono individua un hot spot Free Luna. Al momento è invece disponibile una piattaforma per i prodotti Apple, Linus e Windows, chiamata Qi!” . La strada per lo sviluppo sembra aperta , il settore del web senza fili si appresta ad allargare i propri orizzonti, tra pubblico e privato, anche se le difficoltà strutturali non mancano: “L’abrogazione della Pisanu non ha contribuito più di tanto alla crescita del wifi – conclude Mazzarella -. Il Codice delle comunicazioni impone tuttora l’identificazione dell’utente (non cartacea però, come diceva la Pisanu, ndr) e la burocrazia per la posa delle antenne e la costruzione materiale delle reti è laboriosa” . I prossimi mesi diranno se l’Italia è pronta a scommettere su questa tecnologia o se a vincere sarà il modello degli operatori mobili, basata sulle reti 3 e, in futuro, 4G.   Stefano Pini

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