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Huawei, la Cina che piace all’Italia

2 Aprile 2013 | Innovazione

Huawei, colosso cinese delle telecomunicazioni, ha annunciato un ampliamento delle attività in Italia , con il rafforzamento delle campagne che punta a conquistare ampie fasce di mercato nell’ambito dei dispositivi mobili. Il marchio asiatico detiene il 4-5% del settore nel Belpaese, in linea con i dati globali che vedono l’azienda in possesso del 4,9% del market share nel segmento smartphone. Il 2012, però, è stato un anno di forte crescita per la compagnia, che agli exploit in oriente vorrebbe affiancare un salto di qualità in Europa e Stati Uniti. “Abbiamo continuato a crescere in tutti i mercati nonostante la crisi” , ha detto George Zhao Ming, managing director di Huawei Italia in un’intervista all’edizione nostrana di Wired . L’intenzione per l’anno in corso è di raddoppiare il market share italiano, arrivando al 10%: “Siamo ancora relativamente sconosciuti rispetto ai giganti del settore” , ha dichiarato Daniele De Grandis, executive director di Huawei Italia, lanciando la rincorsa a Samsung e Apple, che dominano il segmento smartphone con Galaxy e iPhone. Il divario è dato in parte dalle differenti strategie di marketing e comunicazione, ambito in cui Huawei investirà parecchio nei prossimi mesi. L’idea è di continuare a scommettere sul doppio canale distributivo , abbinando alle partnership con gli operatori di telefonia mobile quelle con i rivenditori, divenendo presenza fissa nei listini delle offerte smartphone ma aumentando la presenza anche nei negozi generici, per conquistare anche i clienti affezionati alle ricaricabili. “Il primo obiettivo è aumentare la conoscenza del marchio, quello su cui punteremo di più per farci conoscere è la velocità” , dicono a Huawei. Ecco allora pronti per l’uso Ascend P2 e W1, due cellualeri che fanno di velocità (il primo) e prezzo ridotto (il secondo) i loro tratti distintivi. Così che anche l’Italia cominci a parlare cinese, quanto meno in ambito hi-tech.

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