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I partiti vietano BSkyB a Murdoch

13 Luglio 2011 | Economia

La scalata di News Corporation a BSkyB potrebbe interrompersi bruscamente. I partiti britannici, in accordo comune, chiederanno a Rupert Murdoch di rinunciare all’acquisizione della totalità delle azioni del maggiore operatore satellitare d’Oltremanica. L’affare, del valore di circa 7 miliardi di sterline, è in fase di studio da mesi , ma lo scandalo che ha coinvolto i giornali inglesi di News Corp. ha indotto il premier David Cameron, che attraverso il ministro alle Comunicazioni aveva dato il beneplacito all’acquisizione, a rivedere le basi dell’accordo. Da un lato, Cameron non vuole pregiudicare la sua immagine pubblica: i cittadini britannici sono scossi in questi giorni dalle continue evoluzioni delle indagini su News of the World , The Sun e The Sunday Times , che hanno spiato illegalmente le conversazioni di decine di personaggi pubblici. Tra gli indagati c’è anche l’ex portavoce del primo ministro ed ex direttore di News of the World , Andy Coulson. Dall’altro, scoperto il vaso di Pandora dei legami tra giornalismo scandalistico e centri di potere, la politica vuole evitare di concentrare nelle mani di Murdoch altre armi mediatiche. Il Parlamento di Londra voterà nelle prossime ore contro l’acquisizione , e News Corp. dovrà scegliere poi la sua strategia. Tre i possibili scenari: il colosso dei mass media asseconda la volontà del mondo politico britannico; Murdoch fa ricorso alla Commissione per il commercio, oppure, semplicemente, ignora la decisione della Camera dei Comuni e procede con la sua offerta. In ogni caso, il magnate australiano è atteso da giorni difficili. Inimicarsi i politici, che fino alla scorsa settimana facevano la fila fuori dai suoi uffici per ottenere il sostegno dei suoi quotidiani e delle sue televisioni, significherebbe sollevare un polverone di cui approfitterebbero i suoi nemici storici, ovvero i giornali liberal, che da anni provano a frenarne l’ascesa, e le commissioni antitrust di mezza Europa. D’altra parte, accettare il verdetto del Parlamento significherebbe rinunciare al proprio ruolo di gruppo dominante nel mercato inglese dei media. Una sconfitta forse troppo amara da digerire.

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