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Il wi-max muove i primi passi

17 Novembre 2006 | Innovazione

L’Agcom ha avviato la consultazione pubblica, ma resta il problema delle frequenze. Rispetto all’Europa l’Italia è il fanalino di coda. Con qualche anno di ritardo rispetto ai principali Paesi europei, anche l’Italia avvia la consultazione pubblica per l’introduzione della tecnologia Wi-Max nella banda a 3.5 GHz, primo passo verso la concessione delle licenze. Quando però saranno effettivamente diffusi i primi servizi è ancora tutto da definire. Il motivo, lo stesso che ha fatto ritardare l’avvio della consultazione pubblica, sono le frequenze: lo spettro che dovrebbe essere utilizzato per i servizi Wi-Max è di proprietà del ministero della Difesa, che non ha intenzione di cederlo al dicastero delle Comunicazioni se non a cifre molto alte. La tecnologia Wi-Max è un’estensione del Wi-Fi che permette di portare la banda larga anche nei centri rurali e nelle zone geograficamente svantaggiate perché, essendo una tecnologia wireless, non necessita della cablatura del territorio. Il Wi-Max infatti utilizza le frequenze a 3.5 GHz e anche alcune sottobande a 5 GHz ed è in grado di raggiungere ampie zone. Inoltre, il Wi-Max potrebbe aiutare i piccoli operatori di telefonia e di internet a diventare concorrenziali nei confronti di Telecom Italia, che ancora opera in regime di monopolio controllando il 78% del mercato italiano della banda larga. Finora in Italia sono state svolte solo delle audizioni pubbliche su questa tecnologia ma il 9 novembre l’Agcom ha dato il via libera alla consultazione pubblica che durerà due mesi. Obiettivo della consultazione è raccogliere tutti gli elementi utili per definire un quadro regolamentare che consenta l’avvio dei servizi basati sulla tecnologia di accesso wireless a banda larga Wi-Max. Partner dell’Agcom per la consultazione è la Fondazione Ugo Bordoni che ha istituito, insieme alla direzione generale Pianificazione e Gestione dello spettro radio del ministero delle Comunicazioni, un gruppo di lavoro che indagherà sulle effettive potenzialità e sui limiti della nuova tecnologia. Alla consultazione pubblica possono aderire tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati compilando l’apposito modulo presente sul sito della Fondazione Ugo Bordoni. Dopo la consultazione si passerà all’assegnazione delle licenze da parte del ministero delle Comunicazioni con un sistema di gara analogo a quello degli altri Paesi europei, cioè attraverso una procedura di asta su base regionale, con la possibilità di concorrere per più regioni per ottenere assegnazioni pluriregionali e nazionali. Sull’effettivo inizio dei servizi in tecnolgia Wi-Max pende una spada di Damocle: le frequenze che dovrebbero essere utilizzate sono quelle in possesso del ministero della Difesa, dal quale il ministero delle Comunicazioni sta cercando da tempo di ottenerle ma senza successo. Per liberare le frequenze la Difesa chiederebbe tra i 400 e i 500 milioni di euro, una cifra molto alta che non potrà essere recuperata con l’asta per le frequenze che in altri Paesi europei è riuscita a recuperare circa 150 milioni. L’Agcom ha invitato i titolari dei due dicasteri interessati, Arturo Parisi per la Difesa e Paolo Gentiloni per le Comunicazioni, a trovare un compromesso per risolvere la questione entro la fine dell’anno. Rispetto ai principali paesi europei, l’Italia è il fanalino di coda sul Wi-Max. La Francia ha iniziato a indire le aste per l’assegnazione delle frequenze già nel 2004 e, con le ultime aste di quest’estate, ha completato la copertura del Sud del Paese con l’obiettivo di arrivare a raggiungere una copertura a banda larga (Adsl e Wi-Max) del 100% della popolazione entro il 2008. I principali operatori sono Altitude Telecom e Bolloré Telecom. In Spagna sono tre gli operatori Wi-Max: Euskaltel (per la zona delle montagne basche), Iberbanda (Andalusia, Catalogna, Castiglia e Novarra) e Alò che destina la sua offerta alle aziende non ancora coperte dall’Adsl. In Gran Bretagna le prime aste si sono svolte nel 2003 e lo scorso anno Telabria ha lanciato le offerte nel sud del paese. Entro la fine del 2007 Pipex coprirà interamente sette città, tra cui Londra e Manchester. La Germania assegna proprio in questi giorni le concessioni. Fuori dall’Europa, gli Usa pensano già a un network mobile di quarta generazione con Sprint Nextel in prima linea, pronto a investire 3 miliardi per raggiungere nel 2008 100 milioni di statunitensi. In Corea del Sud le licenze sono state rilasciate a gennaio 2005 e in India, dove si stanno per assegnare le frequenze, Alcatel ha aperto un centro di ricerca e sviluppo interamente dedicato alla tecnologia Wi-Max. Anche la Malesia assegnerà le licenze il prossimo anno.   • Paola Giudiceandrea

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