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L’Fbi spia come un hacker

6 Agosto 2013 | Innovazione

L’ Fbi usa tattiche tipiche dei pirati informatici per spiare i cittadini sospettati di terrorismo, criminalità organizzata e pornografia infantile. A rivelarlo è il Wall Street Journal , che racconta come sia coinvolta anche una società italiana.   Secondo il quotidiano finanziario, l’Fbi installa piccoli virus chiamati malware per controllare i microfoni di cellulari e computer, trasformandoli in una sorta di cimice. La tecnica per installare i malware è quella usata da tutti gli hacker: inviare e-mail o link che scaricano il virus appena ci si clicca sopra. Un ex funzionario dell’Fbi ha rivelato al Wall Street Journal che l’ente federale “ assume persone abili nella pirateria informatica ”, tuttavia gli strumenti di hacking vengono utilizzati solo quando gli altri metodi di sorveglianza non funzionano, insomma “quando si fa è perché non hai altra scelta”.   Il Bureau avrebbe un vero e proprio reparto che crea strumenti in grado di controllare a distanza smartphone e computer con sistema Android. Tuttavia l’agenzia americana si appoggia anche ad aziende esterne, come la milanese HackingTeam . Come sottolinea il quotidiano, la società “ha aperto un ufficio ad Annapolis, nel Maryland, più di un anno fa per espandersi in Nord e Sud America. HackingTeam fornisce software in grado di estrarre informazioni da telefoni e computer per inviarli al sistema di controllo. L’azienda ha rifiutato di rivelare il nome dei propri clienti e di dire se alcuni di loro sono negli Stati Uniti”.  

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