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Paolo Virzì: penso a lavorare in America

21 Luglio 2014 | Attualità

All’attivo ha 21 premi, 6,5 milioni di incasso, la pellicola venduta in 35 paesi. Paolo Virzì riceverà all’Ischia Global fest l’ennesimo riconoscimento mentre il suo Capitale Umano è stato mostrato proprio sull’isola ai produttori Usa più influenti, come Mark Canton e Avi Lerner. “Sono riuscito a raccontare un certa Italia, l’angoscia, l’infelicità di questi nostri anni di crisi utilizzando il thriller e uno schema narrativo inconsueto per un box office orientato sulle commedie. Invece il pubblico è più avanti di quel che si pensa e ci ha premiati” , dice. Per lui l’Ischia Global “ è un festival davvero pop, e vedrei bene il suo ideatore Pascal Vicedomini dirigere Venezia. Io credo proprio che occorra abbattere i recinti in cui spesso il cinema d’autore tende a soffocarsi ed aprirsi al pubblico popolare” .  “Anche io a Torino ho provato, lanciando la sezione Europop, proponendo nel festival successi commerciali di vari paesi che difficilmente avremmo visto in Italia, ed è andata benissimo”. Dirigere un festival “è stato bellissimo  – aggiunge Virzì – ma ho spiegato ai soci del festival e alle istituzioni che questo lavoro meglio lo facciano dei professionisti. Io sono un regista e ho altre cose da fare “. L’America potrebbe essere una prossima meta professionale: “mi arrivano dagli Usa copioni che mai avrei pensato mi potessero arrivare, non script indipendenti ma dagli studios e mi cercano per film d’azione ad alto budget. Chissà se ne avrei il coraggio. Con Stephen Amidon, autore del romanzo omonimo da cui ha tratto Il Capitale Umano, siamo tentando di lavorare insieme. Forse spiazzo tutti e vado in America”.

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