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Password: la chiave tecnologica della gelosia

5 Maggio 2009 | Innovazione

Tempo fa bastava frugare nei cassetti degli indumenti intimi per scovare vecchie lettere d’amore. Poi, con il plebiscito riconosciuto al cellulare, si sbirciava tra gli sms  e le ultime chiamate effettuate e ricevute. Ora con la possibilità di aprire innumerevoli account di posta elettronica, d iventa sempre più ardua l’impresa di tenere sotto controllo la corrispondenza del proprio partner. Per non parlare dei social network: Facebook e MySpace in primis. Come possono i malati cronici di gelosia e ansia da controllo sopravvivere in questo mare di password e pin che protegge, si fa per dire, i dati personali del proprio partner? Semplice, basta entrare in possesso del codice segreto. Sembra che l’ultima moda in amore sia quella di trovare il modo di entrare in possesso della password del proprio compagno e se l’impresa è davvero troppo difficoltosa, a sangue freddo si procede alla richiesta esplicita: se mi ami dammi la tua password. L’esperta in psicoterapia Paola Vinciguerra: “Il bisogno di controllare nasce dalla problematica profonda dell’essere umano che va al di là della coppia e ha a che fare con la precarietà della vita… Il fatto di dare la password non è negativo di per sé, ma lo diventa se la ragione per cui lo si fa è sbagliata. Se lo faccio perché nel nostro rapporto l’apertura è totale, è uno scambio normale. Se viene fatto per paura, o per poi chiederti la tua e quindi controllarti, ci sono problemi patologici. Di solito si tratta di una persona meticolosa, molto organizzata, che argomenta in modo ossessivo, non è aperta alle novità e alle cose improvvise ”. Il sociologo Sabino Acquaviva si dimostra meno allarmista: “ Non c’è niente di nuovo. Il desiderio di sapere è il prodotto della gelosia, malattia eterna. Prima bastava l’analisi sottile di uno sguardo, il controllo della gestualità, oggi con la tecnologia c’è la password. Se uno ha qualcosa da nascondere, ha tutti gli strumenti per farlo. La privacy del più furbo è comunque sempre garantita” . Tristi news dunque per i gelosi cronici, oggi destinati a fare i conti con lo spettro della tecnologia.

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