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Rai in rosso, Cappon: se scendono gli spot, sale il canone

4 Dicembre 2008 | Attualità

Tutto si può gestire. Magari con un aumento del canone. E’ così riassumibile l’intervento del direttore generale della Rai, Claudio Cappon davanti alla Commissione di vigilanza Rai, nella prima audizione della nuova legislatura. Viale Mazzini si trova a dover gestire un rosso di 30-35 milioni di euro, secondo l’ultima previsione di bilancio.  “ uest’anno – ha spiegato Cappon – pensavamo di chiudere il bilancio vicini al pareggio. Poi negli ultimi due mesi è piombata la crisi anche se i 40-50 milioni in meno di pubblicità attesi non si tradurranno automaticamente nel peggior risultato”. Comunque vada – ha sottolineato il dg – “pensiamo di chiudere l’anno con una situazione finanziaria positiva. La Rai non ha debiti da oltre cinque anni e il suo carattere è la solidità”. Dunque: “gestire si può”. “ Il canone sarebbe insufficiente anche se il governo lo aumentasse di 1,5 euro all’anno . Anche per noi la lotta all’evasione è una priorità , s i è pensato anche alla possibilità di legare il pagamento del canone a quello delle utenze elettriche ”, ha aggiunto Cappon, precisando che solo per il passaggio al digitale terrestre serviranno 250-280 milioni di euro. E’ intervenuto anche il presidente Claudio Petruccioli: “I l fastidio, l’ostilità della politica sono nella gran parte dei casi originati dall’autonomia e dalla professionalità che la concessionaria è ancora in grado di esprimere e dalla ricerca di comportamenti tributari e servili”. E la Rai è spesso “pretesto o terreno di scontro” politico , “incuranti dei danni che ad essa provocano”. “I l rapporto tra la Rai e la politica è in grandissima sofferenza – ha sostenuto il presidente di viale Mazzini – e la politica, al di là di rituali dichiarazioni di rispetto, di periodici impegni a fare passi indietro esprime sprezzo e fastidio per la Rai” sostenendo che il servizio fornito non sarebbe soddisfacente. “Sono l’ultimo a negare limiti e carenze e la necessità di superarle”, ha detto Petruccioli, aggiungendo però che con “altrettanta sincerità” di essersi ormai convinto che alla politica non sta bene l’autonomia e professionalità che l’azienda è capace di esprimere, pretendendo invece “comportamenti tributari e servili “. Petruccioli ha affrontato anche il nodo della commissione di Vigilanza Rai (legato alla decisione di Riccardo Villari di non dimettersi, nonostante Pd e Pdl avessero trovato l’accordo sul nome di Sergio Zavoli): ” La situazione non è normale, quindi in caso di stallo il consiglio di amministrazione farà le nomine operative che sono in sospeso per l’azienda”. “La nostra convocazione – ha proseguit o – è stata decisa dall’ufficio di presidenza integrato dai rappresentati dei gruppi e noi non potevamo certo non venire”, ha aggiunto Petruccioli. Erano presenti infatti una decina di deputati e senatori della maggioranza che, a causa del voto in aula, si sono anche alternati. Mancava completamente l’opposizione eccetto il radicale Marco Beltrandi. “Avevamo detto che si poteva aspettare qualche mese, ma se la situazione di incertezza fosse proseguita non avremmo potuto sottrarci al dovere di fare quello che è negli interessi della Rai. E poiché questa situazione di stallo persiste, non escludo che possiamo procedere alle nomine “.

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