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Scossa Rcs: esuberi, chiusure e trasloco

12 Febbraio 2013 | Economia

Il terremoto che ha colpito Rcs Media Group era annunciato, ma non per questo ha fatto meno rumore. Pietro Scott Jovane aveva prefigurato un’importante ristrutturazione del gruppo milanese, e così sarà: 800 esuberi, 10 giornali a rischio chiusura, vendita della sede storica di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport , in via Solferino a Milano, e un aumento di capitale (non ancora quantificato). Ce n’è abbastanza per parlare di rivoluzione, anche se si fatica a vedere il germe della rinascita negli stravolgimenti di uno dei più importanti editori italiani. La compagnia deve a tutti i costi ridurre le spese gestionali, così ha pronto un fondo esuberi per il 17% dei suoi 5mila dipendenti: in Italia saranno licenziate 640 persone, cui si aggiungeranno 160 tagli in Spagna. Inoltre, l’amministratore delegato ha preannunciato la volontà di vendere dieci tra i magazine più popolari di Rcs, che valgono il 20% del bilancio della sezione Periodici: A , Max , Europeo , Astra , Novella , Visto , Ok Salute , Bravacasa , Yatch & Sall e il polo enigmistica. Qualora non si trovassero acquirenti, i giornali in questione verranno chiusi e le cento persone impiegate perderanno presumibilmente il posto. Ricollocamento storico, invece, per i due quotidiani del gruppo : Corriere e Gazzetta dovranno lasciare il centro di Milano e trasferirsi nel grattacielo Rizzoli di Crescenzago, in periferia. I palazzi di via Solferino, dall’enorme valore immobiliare, saranno venduti. I giornalisti hanno consegnato ai comitati di redazione dieci giorni di sciopero per protestare contro la linea societaria. Secondo Jovane,  “tali azioni sono necessarie per ripristinare la redditività e la solidità finanziaria del gruppo in un contesto di mercato estremamente deteriorato soprattutto sul fronte degli investimenti pubblicitari” , ma i comitati aziendali hanno definito “allarmante” la situazione aziendale, ricordando anche i tagli effettuati negli anni passati.  “Il piano si regge su un equilibrio finanziario ancora soggetto a numerose incognite” , dicono i sindacati: tra queste, l’aumento di capitale, previsto ma non ancora definito nelle modalità e negli importi. Rcs naviga a vista e, nel frattempo, cambia faccia .

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