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Usa: a 18 anni dal divieto, i media riprendono feretro soldato

7 Aprile 2009 | Attualità

Avvolta nella bandiera americana, la bara del sergente Phillip Myers  è giunta alla principale camera ardente del Pentagono, in Delaware. Il tutto è stato ripreso, a 18 anni di distanza dal divieto imposto nel 1991 durante la prima guerra del Golfo, dai media americani. Il presidente Barack Obama ha deciso di allentare il divieto e di c onsentire alle famiglie stesse delle vittime di scegliere se mostrare al mondo intero il ritorno dei militari uccisi o meno , andando contro i divieto mantenuto in passato sia da Clinton sia da Bush. La stampa ha potuto riprendere il rimpatrio del sergente Myers, 30 anni originario di Hopewell (Virginia), incoronato con la stella di bronzo il 19 marzo e ucciso sabato 4 Aprile in Afghanistan. Il divieto di copertura mediatica per il rimpatrio di militari uccisi era stato rafforzato dall’amministrazione dell’ex presidente George W. Bush, fortemente criticato poiché nel divieto si celava la volontà di oscurare il numero delle vittime che trovavano la morte nelle varie operazioni militari . Dal 1991 ad oggi solo alcune eccezioni, di entità troppo grande per potere essere trascurate dai media, sono giunte al popolo americano attraverso le immagini del piccolo schermo, come il rimpatrio dei 17 marinai uccisi nell’ottobre del 2000, nello Yemen, durante l’attacco alla Uss Cole del porto di Aden.

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